
L'articolo 3 del nostro Statuto testualmente recita:
"Il simbolo dell'Associazione è l'aquila
bicipite absburgica (nella particolare versione
grafica del marchio depositato) inteso quale spontaneo
riferimento di una comune matrice culturale e fratellanza
storica. Le Delegazioni possono, all'aquila bicipite,
aggiungere il simbolo che caratterizza la loro storia.
L'uso dei simboli sociali, nella loro particolare
e specifica forma grafica, è consentito esclusivamente
agli organi sociali statutariamente previsti. Essi
sono tutelati quale patrimonio sociale."
Nell'ormai lontanissimo 1974 fu una scelta coraggiosa
e non facile.
L'aquila che noi intedevamo semplicemente come un
riferimento alle comuni radici storico-culturali
e soprattutto come un immediato simbolo di fratellanza
e unione spirituale di tutti i Popoli centroeuropei,
fu strumentalmente travisato, dalla politica del
tempo, tanto all'ovest quanto all'est. Non fu facile
far intendere la reale portata ed il profondo significato
che quell'aquila rappresentava.
Poi i tempi cambiarono; cadde la cortina di ferro,
riprese il dialogo, si frantumò l'Unione
Sovietica, l'Europa si rafforzò e le aquile
ritornarono a volare, caratterizzando, con una o
due teste, l'emblema degli Stati.
La nostra scelta coraggiosa del 1974 fu così
premiata.
Il nostro simbolo è da tempo un distintivo
di moda. È richiesto e copiato ovunque. Ci
siamo quindi trovati con un problema opposto: come
difenderci e difendere il nostro logo dalle contraffazioni,
dai falsi "mitteleuropei" e dai "commercianti"
alla ricerca di griffe che fanno tendenza. Così
nel 1997 la nostra aquila è stata registrata
quale marchio e, come tale, è giuridicamente
protetta sia sul piano nazionale che internazionale.
E' naturale esprimere il nostro orgoglio per aver
saputo guardare lontano in tempi difficili ed anche
per avere saputo mantenere con fermezza un'idea
vincente.