XVI Forum Internazionale dell’Euroregione Aquileiese L’eredità europea del patriarcato di Aquileia il passato che non passa

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9 ottobre 2020 | Comune di Udine , Sala Aiace

L’iniziativa trae spunto dalla straordinaria ricorrenza che vede nel 2020 il seicentesimo anniversario della caduta dello Stato Patriarcale del Friuli (Patrie dal Friȗl), una realtà statuale giuridicamente nata nel 1077 e conclusasi con l’occupazione veneta di gran parte del Friuli il 19 luglio 1420. Si spegneva così una delle forme di democrazia parlamentare più antiche al mondo (Constitutiones Patriae Foriiulii – 1231) seconda solamente alla Magna Carta inglese (1215). Ma ciò che in realtà si intende sviluppare con questo progetto non è un approfondimento di fatti storici, bensì la loro attualizzazione, rapportando il tutto all’attuale momento socio-politico in un confronto aperto a storici, accademici, sociologi, politici, media e influencer di riconosciuto spessore sia nazionale che internazionale, e quindi divulgato negli ambiti istituzionali e culturali europei. Un antico adagio recita: “il futuro è alle nostre spalle”. Tutti siamo convinti che il futuro sia una pagina bianca di un quaderno su cui scrivere giorno dopo giorno. In realtà la storia dell’uomo ci dimostra che non è così. E’ il nostro passato che condiziona le nostre scelte, spesso frutto di una cultura sedimentata in secoli e secoli di radicamento territoriale. E’ l’evoluzione di un procedere che, come sostiene la psicanalisi, porta la traccia indelebile del nostro vissuto. Un inconscio collettivo che prevale in ogni campo: politica, società, etica, valori.
In effetti se ci soffermiamo a considerare l’evoluzione politica d’Europa post caduta della cortina di ferro ed il ritorno alle libertà democratiche, dopo una prima fase di riaffermazione delle identità nazionali soffocate e calpestate, osserviamo il riemergere di macro-regioni o aree che non rappresentano altro che la riproposizione, in chiave moderna, di una carta geo-politica di scolastica memoria. Ciò appare in tutta la sua evidenza specialmente se volgiamo lo sguardo all’Europa centro-orientale, dove i Paesi dell’accordo di Visegrad hanno iniziato sin dal 1991 una fruttuosa ed esemplare cooperazione.
È un passato che non passa perché è paradossalmente presente, sempre e ovunque. Basta riflettere sulle parole di Franz Werfel, ebreo-praghese, “Nel Crepuscolo di un Mondo” (Locarno aprile 1936): “Gli ordinamenti politici del mondo si danno il cambio. Ma ciò che è ordinato, governato, amministrato, sia Paese, sia popolo, sia individuo, sopravvive, con la sua natura congenita, a tutti questi sconvolgimenti”.

 

È un passato che non passa perché è paradossalmente presente, sempre e ovunque.

Basta riflettere sulle parole di Franz Werfel, ebreo-praghese,
“Nel Crepuscolo di un Mondo” (Locarno aprile 1936):

“Gli ordinamenti politici del mondo si danno il cambio. Ma ciò che è ordinato, governato, amministrato, sia Paese, sia popolo, sia individuo, sopravvive, con la sua natura congenita, a tutti questi sconvolgimenti”.

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